martedì 14 ottobre 2008
Lunedì in casa
Domenica passata tra la lettura di "un luogo chiamato libertà", la preparazione del pranzo, l'andata alla sagra, e la visita ad una conoscente incidentata, mi ha ben predisposto verso il lunedì, e così avendo messo a bagno i fagioli di soia ed i ceci già dalla sera prima, ho prepatato il latte di soia, da cui ho ricavato anche l'okara, con il quale ho fatto le polpette per cena. Ho cotto i ceci nella pentola a pressione, e nel frattempo la cottura procedeva ho pulito, rassettato e lavato l'insalata, e tutto questo senza nessuno tra i piedi ... ieri mattina ero proprio una massaia soddisfatta di se!
venerdì 10 ottobre 2008
Venerdì
Il prossimo venerdì sarà un "venerdì 17" e perciò il funzionario che aspettavamo, ha esplicitamente detto che ci vedremo in altra data, rimandando di almeno una settimana la chiusura di una pratica.
MA TU VIR'A CCHIST!

mercoledì 8 ottobre 2008
no comment
Ieri sera ho stentato ad addormentarmi, la mente vagava nervosa aggirandosi tra nozioni di chimica, passando agli equilibri del nostro fragile corpo, sorvolando le teorie sull'evoluzione (e probabilmente complice la visione di SG1) affondando nelle ipotesi di vita extraterrestre, con tanto di omini verdi e grigi, la cui sagoma mi ricorda "L'urlo" di Munch; e forse per questo nell'immaginario collettivo sono visti come esseri inquietanti.Poi, non sò bene come, la mente si è rilassata e si è abbandonata nelle braccia di Morfeo, per svegliarsi poco prima della sveglia recependo forti gli stimoli fisici, ma preda di smodata pigrizia e tenacemente intenzionata ad alzarsi dopo il primo squillo.
La sensazione di aver fatto sogni strani, di cui non ho memoria e che si confondono con quelli degli ultimi due giorni, la consapevolezza di dover connettere la spina ed avviare il programma mentre il caffè inonda la cucina col suo aroma, la sensazione di freddo che i 19.4 gradi di temperatura ambiente regalano, quando fai colazione in pigiama, e sapere con certezza matematica, che lì fuori ci sono almeno 5 gradi in meno. Un abbraccio rinfrancante prima di infilare la porta, e via "la nostra eroina è pronta per affrontare il duro compito che l'aspetta" ... vabbè, si dice per dire!
martedì 7 ottobre 2008
Ipse dixit: Confucio
La nostra felicità più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarsi sempre dopo una caduta.
Dedicato ad una persona speciale.
Dedicato ad una persona speciale.
giovedì 2 ottobre 2008
Crostata povera alla san Martino
Dosi per 4 persone:
Per gli amici vegani (che non sono gli abitanti di Vega, sia chiaro!) credo che le uova vengano sostituite con una pastella di ceci, ma a questo punto è quasi inutile aggiungere le uova, infatti io ne ho messa una sola nel ripieno, ed ha tenuto egregiamente.
- 220 g di farina
- 8 g di lievito di birra
- semi di coriandolo
- 200 g di ceci lessati (e un po’ della loro acqua)
- 2 spicchi d’aglio
- 2 rametti di rosmarino
- 3 uova
- olio evo
- sale
- Disporre la farina a fontana su una spianatoia, unire il lievito sciolto in 1/2 bicchiere di acqua tiepida, aggiungere un pizzico di sale e una manciata abbondante di semi di coriandolo.
- Impastate fino a formare un impasto morbido e compatto, lasciarlo lievitare per 1 ora al caldo.
- Nel frattempo, tritate l’aglio e insieme al rosmarino rosolatelo, aggiungere i ceci e cuocerli a fuoco dolce per 15’, se necessario aggiungete un po’ della loro acqua, salate.
- Lasciateli intiepidire ed aggiungete le uova battute con una pizzico di sale, mescolate bene il tutto.
- Stendete i 4/5 dell’impasto e ponetelo in una teglia leggermente unta, lasciando un bordo di circa 1,5 cm, versate il composto di ceci e uova, dal rimanente impasto ricavate delle striscioline che disporrete a mò di crostata.
- Bagnare con poche gocce d’olio, cuocere in forno caldo a 190 °C per almeno 30’, servite sia caldo che tiepido.
Per gli amici vegani (che non sono gli abitanti di Vega, sia chiaro!) credo che le uova vengano sostituite con una pastella di ceci, ma a questo punto è quasi inutile aggiungere le uova, infatti io ne ho messa una sola nel ripieno, ed ha tenuto egregiamente.
mercoledì 1 ottobre 2008
Tra libri e fornelli
Questa settimana l'ho iniziata col piede dritto in cucina, e così mi son già leccata i baffi con questa ricetta, presa se non ricordo male, dal blog Zenzero, ma quand'era ancora su bloggers, ieri l'ho cercato, ma senza risultato, così mi premetto di ri-pubblicare la ricetta in questione.
Pollo con prugne ed albicocche
Ingredienti per 4 persone:
Dopo la prima volta, ho fatto delle varianti per avvicinare questo piatto ai miei gusti:
Non ho messo il miele (era troppo dolce), la frutta l'ho tagliata a pezzetti, (si è amalgamata meglio), non usando il pepe, ho messo il peperoncino e posso dirvi che insieme a del riso Pilaf è un vero portento, ma anche con del semplice riso bollito non è male.
Poi ho in programma di fare la "Crostata povera alla San Martino" che è una crostata salata a base di ceci, rosmarino e uova, e poi ho comprato il farro per fare la mia torta di farro preferita, ma devo ancora comprare il marsala secco.
Inoltre nel tempo che mi avanza, visto che M. rientrerà solo a fine settimana, posso scegliere tra ben tre libri presi in biblioteca, essì penso proprio che non mi annoierò :-)
Pollo con prugne ed albicocche
Ingredienti per 4 persone:
- pollo tagliato in 8/10 pezzi
- 2 scalogni
- 1 bustina di zafferano
- 1 bastoncino di cannella
- 1 cucchiaino di curcuma
- 1 cucchiaio di miele
- 200 g di prugne secche snocciolate
- 200 g di albicocche secche snocciolate
- 80 g di mandorle tritate
- sale
- olio evo
- pepe nero
- Mettere in padella i pezzi di pollo insieme allo zafferano, curcuma, scalogno tagliato grossolanamente, cannella, sale, 4 cucchiai d'olio e tre mestoli d'acqua.
- Far cuocere a fuoco basso per circa 40'.
- Nel frattempo sciaquate la frutta secca e tenetela in ammollo, al termine dei 40', aggiungetela al pollo insieme al miele, se occorre aggiungete acora un pò d'acqua calda, coprire e lasciate cuocere altri 20'.
- Prima di spegnere unite le mandorle ed il pepe nero.
Dopo la prima volta, ho fatto delle varianti per avvicinare questo piatto ai miei gusti:
Non ho messo il miele (era troppo dolce), la frutta l'ho tagliata a pezzetti, (si è amalgamata meglio), non usando il pepe, ho messo il peperoncino e posso dirvi che insieme a del riso Pilaf è un vero portento, ma anche con del semplice riso bollito non è male.
Poi ho in programma di fare la "Crostata povera alla San Martino" che è una crostata salata a base di ceci, rosmarino e uova, e poi ho comprato il farro per fare la mia torta di farro preferita, ma devo ancora comprare il marsala secco.
Inoltre nel tempo che mi avanza, visto che M. rientrerà solo a fine settimana, posso scegliere tra ben tre libri presi in biblioteca, essì penso proprio che non mi annoierò :-)
Iscriviti a:
Post (Atom)